Paolo Lega. Vita, viaggio, processo “complotto” e morte dell’anarchico romagnolo che attentò alla vita del primo ministri Francesco Crispi

Autore: Galzerano Giuseppe
Editore: galzerano
Collana: Atti e memorie del popolo
Pagine: 1248 con foto a colori
Anno: 1970
ISBN: 9788895637259

PREZZO: 50 €

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Descrizione

Cartonato illustrazto con sovraccoperta.

A Roma il 16 giugno 1894, in via Gregoriana, Paolo Lega, spara due colpi di pistola – andati a vuoto – contro il Presidente del Consiglio, l’ultramonarchico on. Francesco Crispi, che, in carrozza, si reca al Parlamento.
Nato a Lugo (Ra) nel 1868, Lega a quindici anni è repubblicano e qualche anno dopo diventa socialista anarchico. A Genova, dove lavora come falegname, nel 1892, pubblica il numero unico «Primo Maggio» e per questo è arrestato e rimpatriato a Lugo. Le continue persecuzioni della polizia causano la morte del padre, il calzolaio Giuseppe. Trovato – durante una perquisizione domiciliare – in possesso di un coltello di casa, viene condannato a quarantacinque giorni di carcere, ma – forse per… simpatia – gliene fanno scontare arbitrariamente sessanta! Le continue persecuzioni gli fanno maturare l’idea di attentare alla vita del Presidente del Consiglio e il 30 maggio 1894 parte da Bologna per Roma, andando a piedi fino a Falconara, per poi proseguire in treno.
Quando lo arrestano per l’attentato, in tasca ha trenta lire (pari a centotrentadue euro). Processato il 19 luglio, basta una sola udienza per condannarlo a 20 anni e 17 giorni di carcere, che sconta in una colonia penale sarda, dove (avvelenato, secondo una testimonianza di Luigi Galleani, riferita da Emidio Recchioni) muore il 2 settembre 1896.
Scatta una durissima repressione: Crispi e la monarchia profittano dell’attentato per far votare dal parlamento le famigerate leggi speciali e colpire il movimento anarchico, socialista e repubblicano, con la riduzione della libertà e l’istituzione del domicilio coatto. L’opera ricostruisce attentamente il lungo e interessante dibattito parlamentare – svoltosi dal 3 al 19 luglio 1894 – per l’approvazione delle leggi speciali.
Nella penisola molti vengono arrestati per apologia, mentre tra Bologna, Ancona, Firenze, con l’accusa di complicità nell’attentato,sono arrestate quindici persone. Molti erano della provincia di Ravenna e di Forlì, altri di Bologna, «colpevoli» solo di aver incontrato per caso Paolo Lega nel suo viaggio a piedi da Bologna a Falconara e di avergli offerto un tozzo di pane o un bicchiere d’acqua. Tra gli arrestati il conte e poeta anarchico Domenico Francolini di Rimini. A Firenze, Francesco Pezzi e Luigia Minguzzi, marito e moglie. Ad Ancona, Emidio Recchioni… Processati, dopo un anno e mezzo di carcere, sono assolti, ma vengono assegnati al domicilio coatto e il volume segue minuziosamente gli arresti, l’istruttoria e il «processone».
Nel volume, Giuseppe Galzerano – avvalendosi di un’ampia e inedita documentazione archivistica e giornalistica – ricostruisce minuziosamente e in maniera coinvolgente la vicenda umana, culturale, politica, giudiziaria e carceraria di Paolo Lega e offre un’interessante panoramica dell’Italia sovversiva di fine Ottocento: si occupa dei complici e di vicende politiche ed umane avvenute in particolare ad Ancona, Alfonsine, Bologna, Castelbolognese, Castiglione, Cento, Cervia, Cesena, Covignano, Faenza, Napoli, Firenze, Forlì, Gambettola, Gatteo, Imola, Lugo, Ravenna, Roncofreddo, Rimini, Roma, Russi, Sant’Arcangelo, Savignano sul Rubicone, ecc.
Il volume ricostruisce anche la vita privata e politica di Francesco Crispi, repubblicano siciliano che rinnega Giuseppe Mazzini e la repubblica e documenta – con precise e inoppugnabili testimonianze – il suo passato di attentatore e la sua partecipazione all’attentato contro Napoleone III (Parigi, 14 gennaio 1858), il fatto di avere tre mogli, soffermandosi a lungo su Rosalie Montmasson, l’unica donna che seguì i Mille di Giuseppe Garibaldi.
Vengono trascritte le pagine del diario e le lettere d’amore e di rabbia inviate dalla contessa Costanza Lettimi di Rimini al marito, il poeta e conte anarchico Domenico Francolini, rinchiuso nel carcere di Regina Coeli di Roma, accusato – innocentemente, come gli altri – di complicità nell’attentato.
Infine un Dizionario biografico sulle vite delle persone coinvolte.
Una storia lunga, documentata e sconosciuta dell’altra Italia, dell’Italia ribelle e sovversiva dell’Ottocento. Un libro da leggere e da regalare. Un volume “monumentale” di 1248 pagine con foto a colori (nel formato cm 17x24x7, due kg e mezzo di peso), che Giuseppe Galzerano ci offre per i suoi quarant’anni di attività editoriale.

Indice
Prefazione
Parte I: L’attentato – I «precedenti» dell’attentatore – Lugo: città sovversiva – «Io sono Crispi»: attentatore e tiranno con tre mogli – La solidarietà della Camera e del paese – Indagini e perquisizioni – Apologia, solidarietà e arresti – Tre leggi per imbavagliare gli italiani – L’istruttoria – Il processo.
Parte II: «Complici»: arresti e interrogatori – Istruttoria i «complici» – Il «processone» – Carcere, morte, ricordo.
Appendice: «Senza ombra di reato» – Documenti: Un manifesto da Londra – Documenti: Biografie della questura – Dizionario biografico: Avvocati, compagni e «complici» – Fonti archivistiche – Bibliografia – Indice dei nomi – Indice dei luoghi – Foto (68)